I referendum del 28 maggio 2017 non si faranno, ma pippo pippo non lo sa … E intanto butta via soldi.

Tutti gli italiani/e sanno che sono state approvate delle modifiche legislative alle norme oggetto dei due referendum ammessi dalla Corte di Cassazione (voucher e appalti).
Gli unici a non saperlo sono Ministero dell’Interno, Prefetti e Sindaci, che tutti assieme buttano 200 milioni di euro, nell’attesa di convertire il decreto legge approvato il 17 marzo scorso per “sterilizzare” il referendum (e altri soldi si sarebbero risparmiati unificando la data con le amministrative previste per l’11 giugno).
Infatti è partita l’attivazione degli uffici delle prefetture e degli altri enti amministrativi coinvolti (Comuni), con tutti i costi correlati, pur sapendo tutti che poi la consultazione sarà annullata sul filo di lana se Camera e Senato approveranno la conversione del decreto entro i termini previsti.

Nel frattempo però il ministero dell’Interno ha messo in moto la macchina amministrativa che man mano che passa il tempo fa salire i costi. Soldi completamente buttati via se fra qualche settimana l’approvazione della legge alla Camera e al Senato renderà inutile il referendum e la data della consultazione verrà cancellata. La stessa identica cosa accadde nel 1982 con il referendum sull’indennità di contingenza, che dichiarato ammissibile dalla Corte Costituzionale, venne evitato proprio pochi giorni prima della data fissata per le urne grazie all’approvazione di una apposita legge.

Il documento ufficiale